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 Napolitano: ''Non sacrificare la distinzione dei poteri per la governabilità. 25 aprile non è festa di parte''

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Cafonal
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MessaggioTitolo: Napolitano: ''Non sacrificare la distinzione dei poteri per la governabilità. 25 aprile non è festa di parte''   Gio Apr 23, 2009 3:27 pm






Applausi al capo dello Stato nella sala del Teatro Regio di Torino

Lectio magistralis per la 'Biennale della democrazia': ''La Costituzione non è un residuato bellico: va rispettata''. I limiti che esse pone ''non possono essere ignorati nemmeno in forza dell'investitura popolare di chi governa''. Sì al superamento dell'''anacronistico bicameralismo perfetto''

Torino, 22 apr. (Adnkronos/Ign) - In funzione della governabilità non si possono sacrificare la divisione dei poteri, la pluralità dei partiti, la tutela delle minoranze politiche. Il richiamo è del capo dello Stato Giorgio Napolitano che nella sua lectio magistralis alla 'Biennale della democrazia' invita al rispetto della Costituzione pur evidenziando la legittimità di una revisione sulla base di ''motivazioni trasparenti e convincenti".

Il presidente della Repubblica richiama il pensiero del filosofo Bobbio, secondo il quale "la denuncia della ingovernabilità tende a suggerire soluzioni autoritarie". Laddove il filosofo torinese sottolineava l'irrinunciabilità della garanzia dei diritti di libertà, la divisione dei poteri, la pluralità dei partiti, la tutela delle minoranze politiche e ancora la rappresentatività del Parlamento, l'indipendenza della magistratura, Napolitano osserva: "Tutto ciò non costituisce un bagaglio obsoleto sacrificabile, esplicitamente o di fatto, sull'altare della governabilità in funzione di decisioni rapide, perentorie e definitive da parte dei poteri pubblici".

Il capo dello Stato sottolinea ''la supremazia della Costituzione'' e il rispetto dei limiti che essa pone, ''limiti che non possono essere ignorati nemmeno in forza dell'investitura popolare, diretta o indiretta di chi governa".

Quanto ai poteri del governo e del premier, questi possono essere rafforzati. Il capo dello Stato osserva: "E' del tutto legittimo politicamente e dunque, senza cadere in enfasi polemiche infondate, verificare quali concreti elementi di ulteriore rafforzamenti dei poteri del governo e di chi lo presiede possano introdursi sulla base di motivazioni trasparenti e convincenti". Inoltre, è un'ipotesi percorribile riformare ''l'anacronistico bicameralismo perfetto, il coronamento dell'evoluzione in senso federale, da tempo in atto, con l'istituzione di una Camera delle autonomie in luogo del Senato tradizionale. Ne scaturirebbe - ha osservato - anche una razionalizzazione del processo legislativo e con essa quel 'legiferare meglio' che viene giustamente sempre più spesso invocato".

In vista, poi, del 25 aprile, il capo dello Stato ha ricordato che "non è la festa di una parte sola". "I valori dell'antifascismo e della Resistenza - ha aggiunto il presidente della Repubblica, tra gli applausi dell'affollata platea del Teatro Regio di Torino - non restarono mai chiusi in una semplice logica di rifiuto e di contrasto, sprigionarono sempre impulsi positivi e propositivi, e poterono perciò tradursi con la Costituzione in principi e in diritti condivisibili anche da quanti fossero rimasti estranei all'antifascismo e alla Resistenza".

Costituzione che ''rappresenta insieme lo spirito, l'impalcatura e la garanzia della democrazia". "Non è superfluo ricordare questo - aggiunge il presidente della Repubblica - vista la leggerezza con cui si assumono oggi atteggiamenti dissacranti e si tende a mettere in causa un patrimonio di principi che ha costituito per l'Italia un'acquisizione sofferta''.

Per Napolitano ''rispettare la Costituzione è espressione altamente impegnativa, ben al di là di una superficiale e generica attestazione di lealtà. Rispettarla significa riconoscere il ruolo fondamentale del controllo di costituzionalità e dunque l'autorità delle istituzioni di garanzia. Queste non dovrebbero mai formare - continua tra gli applausi il capo dello Stato - oggetto di attacchi politici e giudizi sprezzanti al di là dell'espressione di responsabili riserve su loro specifiche decisioni".

"La Costituzione repubblicana non è una specie di residuato bellico, come da qualche parte si vorrebbe talvolta far intendere. La Carta che scaturì dall'Assemblea costituente nacque guardando avanti, guardando lontano e seppe, partendo da esperienze drammatiche di cui scongiurare ogni possibile riprodursi, dare fondamenta solide e prospettive di lunga durata al nuovo edificio dell'Italia democratica".
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