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 Berlusconi e il 25 aprile: “Ci sarò, perché non sia una festa di parte”

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Giorgino

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MessaggioTitolo: Berlusconi e il 25 aprile: “Ci sarò, perché non sia una festa di parte”   Mer Apr 22, 2009 2:04 pm




Questa volta Silvio Berlusconi ci sarà. Perchè il presidente del Consiglio abbia deciso per la prima volta di partecipare alle celebrazioni del 25 aprile, lo spiega lui stesso: evitare che “se ne appropri una parte”. Quello che ancora non svela è dove e come.
E il Cavaliere ha spiegato che sarà lui stesso, successivamente, a far sapere dove passerà la giornata delle celebrazioni. Secondo quanto risulta, il premier dovrebbe restare a Roma, dunque non prenderà parte al corteo di Milano al quale era stato invitato a partecipare dal segretario del Pd, Dario Franceschini.
Berlusconi dovrebbe recarsi invece in mattinata all’Altare della Patria per deporre una corona di fiori assieme alle alte cariche dello Stato. Per il resto della giornata l’agenda è, come si dice, “in progress”. Se al vaglio, tra l’altro, c’è un omaggio ai martiri delle Fosse Ardeatine, sul tavolo dell’entourage del presidente del Consiglio potrebbe prendere corpo l’ipotesi di una visita al cimitero americano di Nettuno. Giusto per dare quel segnale affinchè la Liberazione non abbia solo la connotazione “di parte” che, secondo Berlusconi, ha caratterizzato la Festa negli anni.
Ma alla fine il premier potrebbe scegliere di tornare nelle zone colpite dal sisma in Abruzzo e in particolare nella cittadina di Onna dove la Wehrmacht in ritirata uccise 16 civili. Si terrà comunque giovedì alle 9.30 all’Aquila il prossimo Consiglio dei ministri. La riunione del Governo, inizialmente preannunciata per venerdì, ha come unico punto all’ordine del giorno il varo del decreto per le “misure urgenti per le popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo”.

Ma come da molti anni in qua, all’avvacinarsi della Festa della Liberazione, non si sono fatte attendere le polemiche. A dare il là, ci ha pensato proprio il leader del Pd, Dario Franceschini, durante la conferenza stampa al termine della direzione del partito sulle liste per le Europee: “Come italiano e segretario del Pd sono soddisfatto che il presidente del Consiglio abbia accolto la mia proposta” di partecipare alle manifestazioni per il 25 aprile. “Mi viene da dire, meglio tardi che mai. Ha avuto in tutti questi anni 14 possibilità di esserci e invece” ricorda Franceschini “ha sempre scelto di non esserci. È importante che questa volta abbia detto di si”. In particolare, Franceschini sottolinea che “il 25 aprile per tanto tempo è stato un momento unificante e un valore di condivisione e andarci significa condividere l’antifascismo, la resistenza e i valori costituzionali”.
Linea condivisa anche dal capogruppo del Pd alla Camera Antonello Soro: “è una ricorrenza che ormai fa parte del patrimonio comune di tutti gli italiani: mi sembra normale che il presidente del Consiglio voglia celebrarlo, mi sembrerebbe anormale il contrario”.

Sulla questione del 25 aprile resta dunque alta la tensione tra maggioranza e opposizione: all’invito-sfida rivolto al presmier da Franceschini aveva risposto il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che consigliava a Berlusconi di festeggiare il 25 aprile ma non “tra le bandiere rosse dove lo vuole trascinare, come in una trappola, il leader del Pd”. Sull’argomento era intervenuto anche Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza, spiegando che uno dei problemi che ostacolano la celebrazione del 25 aprile da parte del premier sta nel rischio che qualche “estremista” si comporti come nel 2006, quando il sindaco Letizia Moratti, apertamente contestata, fu costretta ad abbandonare il corteo

E inafatti, l’idea che il presidente del Consiglio possa scendere in piazza, continua a non piacere alla sinistra radicale che coglie l’occasione per puntare il dito contro il leader del Pd, Franceschini, “colpevole”, secondo il Pdci, di aver fatto da sponda allo stesso Cavaliere che “ancora una volta userà l’assist offerto per insultare la Resistenza e la Costituzione”.
“Il governo resti a casa, non partecipi in modo ipocrita alle manifestazioni per la Liberazione”, è l’invito di Paolo Cento dei Verdi. Il presidente del Consiglio è più da “22 ottobre 1922 (data della marcia su Roma) che da 25 aprile”, è l’accusa di Jacopo Venier, della segreteria dei Comunisti Italiani, che aggiunge: “Nel Dna del premier non ha mai albergato l’antifascismo”.
A difesa della partecipazione del premier alla cerimonia per l’anniversario della Liberazione si schiera il governatore della Lombardia Roberto Formigoni che giudica come “un segno di intolleranza inaccettabile” il fatto che “una parte della sinistra, e non solo quella antagonista”, sconsigli al premier di partecipare al corteo di Milano. Se la prende con l’opposizione anche il ministro per l’attuazione del programma Gianfranco Rotondi: “C’è una memoria condivisa che non può essere messa in dubbio” osserva il leader della Dca “per questo mi sembrano fuori luogo gli inviti strumentali e le polemiche del Pd sulla presenza o meno di Berlusconi al corteo”.


Panorama
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CHRI'S

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MessaggioTitolo: Re: Berlusconi e il 25 aprile: “Ci sarò, perché non sia una festa di parte”   Mer Apr 22, 2009 4:20 pm

SPERO NON LO FACCIANO ENTRARE. A LUI NON FREGA NULLA DELLA RESISTENZA, SE LO FA E' SOLO PERCHE' PUNTA AL QUIRINALE.
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Giorgino

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MessaggioTitolo: Re: Berlusconi e il 25 aprile: “Ci sarò, perché non sia una festa di parte”   Gio Apr 23, 2009 2:42 pm

Lieto di ritrovarti caro Chris. Wink

Vedi, Silvio è costretto a partecipare per una questione di immagine personale. La sua partecipazione a eventi di questo calibro è stata sempre scarsa: un rappresentante delle istituzioni, un uomo che ricopre una carica di valenza come la sua non puo' esimersi dalla partecipazione. Del resto, non può sottrarsi perchè già in passato molti giornali gli hanno attribuito l'epiteto "Silvio fascista".

Tanti saluti. Giorgio.
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MessaggioTitolo: Re: Berlusconi e il 25 aprile: “Ci sarò, perché non sia una festa di parte”   

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